L’edizione 1977 dello Csio di Roma è contraddistinta in particolare da due storie che si potrebbero definire uguali e diverse allo stesso tempo. Uguali perché entrambe riguardano una squadra. Diverse perché una racconta una fine e l’altra un inizio.
La fine è quella di una formazione semplicemente leggendaria, quella dei quattro Grandi azzurri: Piero d’Inzeo, Raimondo d’Inzeo, Graziano Mancinelli, Vittorio Orlandi. Insieme vincono la Coppa delle Nazioni di questo 1977, la quarta vittoria consecutiva per l’Italia: ma per l’appunto anche l’ultima. L’ultima di questa formazione formidabile in Piazza di Siena, l’ultima di loro quattro insieme in assoluto. Termina con questo successo una vera e propria epopea sportiva, tecnica e agonistica fatta di vittorie e trionfi sui campi ostacoli più importanti del mondo con la loro firma: Piero Raimondo Graziano Vittorio.
Ma come detto in questo 1977 c’è anche un inizio. Non tanto l’inizio relativo a una sola squadra, bensì il primo passo di una competizione che coinvolgerà più squadre a partire da questo momento: la Coppa dei Giovani. Prendono avvio da questo 1977 la vita e la storia di una gara che diventerà l’obiettivo agonistico più importante dell’anno per tutti i comitati regionali Fise d’Italia impegnati con la loro rappresentativa su quel campo ostacoli sacro per lo sport equestre. Questa prima edizione vede la vittoria della Lombardia davanti alla Sardegna e al Veneto. La rappresentativa lombarda schiera Milena Ambrosetti su Guitarrita, Franco Marazzini su Iguazu, Bruno Scolari su Omero III e Filippo Moyersoen su At Dhara. Qualche settimana più tardi Moyersoen comporrà la squadra italiana in Coppa delle Nazioni ad Aquisgrana in sella allo stesso At Dhara, e nel 1978 in sella a Mundi farà parte del quartetto azzurro proprio in Piazza di Siena: come a voler significare la piena continuità tra squadra dei giovani e squadra dei grandi…























